La Valle del Mastallone "presenta una varietà tale di paesaggio, che ben difficilmente si potrebbe riscontrare in altre vallate." (Don Luigi Ravelli)
Risalire il Mastallone da Varallo, dove si getta nel Sesia dopo aver diviso la città in due, significa addentrarsi tra le ampie conche del fondovalle e incunearsi nelle strette gole dove solo il Ponte della Gula ha l'ardire di attraversare i salti del torrente, per sbucare nei verdi ripiani dove sono incastonate le gemme alpine Fobello e Rimella, villaggio di origine Walser. A colpire è l'architettura dei paesi, dalle case alte, regolari e fitte di finestre, sintomo di maestria artigiana e di un passato signorile: proprio a Fobello ha i natali Vincenzo Lancia, fondatore dell'omonima casa automobilistica.
Risalire il Mastallone da Varallo significa addentrarsi tra le ampie conche del fondovalle e incunearsi nelle strette gole per sbucare nei verdi ripiani dove sono incastonate le gemme alpine Fobello e Rimella.
Dal Lago di Baranca, sulle cui sponde si stagliano le rovine di Villa Aprilia, testimoni di Storia recente, fino all'incantato castello di Cervatto, dalla Fobello dei Lancia, alla maestosa chiesa di San Michele a Rimella e all'antica chiesa della Beata Vergine Assunta di Cravagliana, che domina tutto il fianco della valle con la sua solennità, dalle case Walser di San Gottardo, realizzate dalla maestria artigiana di scalpellini e intagliatori, fino ai panorami interminabili della Massa del Turlo e del Pizzo Tracciora, la Val Mastallone è da percorrersi lentamente, assaporando con calma come l'ingegno dell'uomo si è sposato con l'aspra natura alpina, per abitarla e prosperarvi.
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