Luoghi, attività e idee per vivere la Valsesia.
Piatti tipici per accompagnare la tua visita
L'enogastronomia valsesiana e delle colline è ricca di prelibatezze locali: piatti della tradizione che raccontano il passato contadino e pastorale del nostro territorio.
Un tempo "piatti poveri"; oggi, una grande ricchezza per tutti coloro che li gustano.
Ingredienti locali e sapori d'altri tempi
Considerata una delle specialità gastronomiche più importanti della Valsesia, la miaccia ha origine nel Cinquecento, quando ancora si utilizzava la farina di miglio per la realizzazione del suo antenato migliaccio.
Nel tempo la sua ricetta è mutata e tramandata oralmente, dando vita a diverse versioni di questa cialda croccante (da non confondere con una crepe!) che oggi è simbolo di festa e dello stare insieme.
La ricetta che va per la maggiore prevede farina, latte, panna e un pizzico di sale, ma le varianti delle valli laterali prevedono l'uso dell'uovo e in alcuni casi della farina di mais.
Una cosa però è certa e universalmente riconosciuta: la miaccia deve essere cotta sul suo apposito ferro, due dischi di ferro incernierati e collegati a un lungo manico, che permette di cuocere questa prelibatezza direttamente sul braciere.
A questo punto manca solo il ripieno: il classico prevede solo una spalmata di burro e sale, ma i più golosi optano per aggiungere anche toma, saleggia (timo selvatico) e salumi locali. Anche la versione dolce, con miele, burro e zucchero, creme e marmellate è deliziosa.
Credit foto ferro della miaccia: alagna.it
Una destinazione, due Province e tre piatti simili ma mai identici.
La Paniscia è un risotto tipico del novarese a base di verdure e salam d’la Duja.
La Panissa è la sua parente vercellese, meno ricca di verdure e più consistente in carne.
La Paniccia è infine l’interpretazione valsesiana: la zuppa con riso o pasta del Carnevale. Ogni anno, le piazze si riempiono di file di pentoloni ricolmi di questa minestra, pronta per essere distribuita alla popolazione.
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Se c'è un piatto che rappresenta la cena dei montanari d'altri tempi è l'"acqua cotta". Un brodino di burro, verdure (quelle che si avevano a disposizione) e pane. Se si era fortunati, si riusciva ad aggiungere anche una fetta di toma o di polenta avanzata. Nel tempo è diventata anche un rimedio ai bagordi della sera prima e oggi è cucinata nelle famiglie in ricordo dei tempi passati.
Un altro piatto tipico, ma più ricco, sono i capuneit: una sorta di involtino di foglie di biete (o verze o lavassa) ripieno di pane raffermo, pasta di salame, burro e timo.
Di necessità virtù: la Wallischuppa nasce da due esigenze principali: la prima, quella di scaldarsi dopo una lunga giornata al freddo, la seconda, di ammorbidire il pane di segale ormai indurito.
Questa zuppa a base, appunto, di pane, cipolla, pancetta, burro, toma, cannella e un pizzico di zucchero è perfetta per entrare in sintonia con la cultura Walser.
La D'Land Turta - o Torta di Alagna - è un'altra prelibatezza walser, in questo caso molto ricca: una torta rustica a base di farina di frumento e mais, panna, burro, zucchero, vino rosso, latte, salame, toma, mele, fichi secchi e uvetta. Un piatto unico e molto ricco per recuperare le energie dopo lunghe escursioni in montagna.


Poche ricette richiamano alla primavera e alla gioia dei picnic pasquali come la frità rugnosa.
Gli ingredienti sono semplici: uova (ovviamente), salam d'la duja a tocchetti, grana padano ed erbe aromatiche a piacere (consigliati prezzemolo o saleggia).
Un piatto ricco di gusto, perfetto per le scampagnate primaverili.
Informazioni sui piatti tipici tratte da "Ava coccia e paniccia"


