Dove nasce la prima scuola fluviale d'Italia
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Questo particolare paese valsesiano della Val Grande Inferiore è lambito per tutta la sua lunghezza dalle acque del Sesia, che determinano buona parte della vitalità
comunitaria con le proprie risorse naturali, culturali, sportive, antropologiche e paesaggistiche. Nel tratto vocchese il fiume Sesia è particolarmente attraente non solo per le attività ittico venatorie ma soprattutto nelle pratiche degli sport fluviali. Qui si trovano le due famose rapide di Trancia e Slalom, tanto amate da canoisti e praticanti del rafting. In paese, inoltre, ha sede la prima scuola di sport fluviali d'Italia, attiva ininterrottamente fin dal 1978.
Il territorio non è caratterizzato da un vero e proprio centro abitato ma è composto da sette micronuclei insediativi che si incontrano salendo da Varallo verso l’alta valle in quest’ordine: Centro, Chiesa, Bettola, in sponda sinistra orografica; Isola, in sponda destra; Mogliani, Fossati e Sassiglioni sulla dorsale montuosa che segna il confine con i comuni di Cravagliana, in Val Mastallone, e Rossa, in Val Sermenza.
Le acque del Sesia determinano buona parte della vitalità comunitaria con le proprie risorse naturali, culturali, sportive,
antropologiche e paesaggistiche
Sul lungo rettilineo che attraversa i diversi abitati, in un’area ben delimitata, proprio
in fronte al palazzo comunale – tipico esempio di architettura valsesiana della prima metà
dell’Ottocento, si erge maestosa la chiesa di San Maurizio Martire, parrocchia autonoma staccatasi da Varallo nel 1585.
L’attuale monumentale edificio, edificato tra il 1769 e il 1777, sostituisce l'antica chiesa parrocchiale, che sorgeva lungo la strada regia che collegava Varallo all'alta valle e di cui resta soltanto il campanile. L'interno conserva molteplici e preziose opere artistiche, tra le quali sono certamente da ricordare la pala d'altare di scuola
gaudenziana dipinta su legno – risale al 1567 e raffigura la Madonna con il Bambino e i
santi Maurizio e Marco – e le dodici tele con le storie della vita della Vergine, opere del
celebre pittore Luigi Realis (XVII secolo).
Merita un cenno, inoltre, il grande organo a canne del XIX secolo.
Le diverse località, tutte dotate di un proprio Oratorio e, dal 1911, dei lavatoi comunali a formare le caratteristiche sette fontane, sono testimonianza della caparbietà dei loro abitanti, la cui prima attestazione documentaria si ascrive agli atti del giuramento del cosiddetto “cittadinatico vercellese” nel 1217.
Dall’abitato della Località Isola, caratterizzato da pochi casali sparsi e collegato attraverso l’antico ponte pensile di attraversamento del fiume – unico in Italia con le funi originali, ricostruito nella seconda metà dell’Ottocento – si apre la vasta Val Gavala, ricca di impegnativi itinerari escursionistici, con i suoi panorami mozzafiato sia sulla Valsesia e
sul Monte Rosa che sul Biellese, con il quale confina.
La località Mogliani fino agli anni Cinquanta del Novecento era nota per l’attività artigiana di realizzazione di cestini, gerle e culle valsesiane realizzati in piccole scandole di legno: abilitè purtroppo oggi perduta, i cui manufatti sono ormai ricercati come pezzi di pregio antiquariale.
Da questa località prendono avvio le escursioni verso gli alpeggi e gli storici acquedotti nella montagna del Lavaggio nonchè le traversate fino al confinate territorio di Rossa in Val Sermenza.
Il poggio di Sassiglioni, infine, raggiungibile sia attraverso gli antichi sentieri che con la strada carrozzabile, conserva ancora, in particolare nelle architetture dell’Oratorio della Madonna della Neve e nel Palazzo Antonini, il fascino di un glorioso passato; il piccolo centro abitato, che ha goduto negli ultimi anni di una forte riqualificazione
residenziale rispettosa della storia e dell’ambiente, è punto di partenza per belle escursioni
verso la Valle Mastallone.


