L'emozione del ghiacciaio con ramponi, corda e piccozza.
La progressione su ghiacciaio è un'attività che equivale a un vero e proprio rito di passaggio per chi sceglie di dedicarsi alla montagna d'alta quota.
Alpinismo
da giugno a settembre
F
un giorno
Alagna Valsesia (1.191 metri)
Punta Vittoria (3.454 metri) o Capanna Gnifetti (3.647 metri)
250 / 415 metri
Anche se si tratta di una attività relativamente semplice che può essere affrontata senza precedenti esperienze alpinistiche, per quanto possa apparire invitante il ghiacciaio è in realtà un terreno insidioso il cui pericolo principale è quello della caduta in un crepaccio, evenienza più probabile in presenza di manto nevoso. Per questo è necessario affrontarlo sempre in cordata, affidandosi all'esperienza di una guida certificata UIAGM, e attrezzati adeguatamente con ramponi, imbrago, corda, piccozza e caschetto da arrampicata. Senza dimenticare crema solare ad alta protezione e occhiali da sole.
La porta di ingresso verso un'esperienza in ghiacciaio si trova alla stazione a monte della funivia che porta da Alagna Valsesia (1.191 metri) ai 3.275 metri di Punta Indren, dove già si può percepire un'aria più rarefatta. Da lì è possibile scegliere tra due classiche progressioni su ghiaccio. La prima risale il ghiacciaio del Bors conducendo in circa un'ora e mezzo di cammino fino a Punta Vittoria (3.454 metri), un vero e proprio balcone da cui si gode una vista memorabile della parete sud del Monte Rosa. La seconda alternativa attraversa il ghiacciaio dell'Indren e poi quello del Lys, con tappa intermedia al Rifugio Mantova (3.498 metri) prima di raggiungere la Capanna Gnifetti (3.647 metri) in circa due ore di cammino. Ritorno in giornata sul percorso inverso.
Sicurezza in montagna
Vivere ed esperire la montagna richiede prudenza, preparazione ed esperienza. Nessuna attività, anche quella più facile, deve essere data per scontata o improvvisata.