Una gita nella natura nel sito preistorico più antico del Nord Italia


Chi sale al Monte Fenera, che è il sito preistorico più antico del Nord Italia, non può esimersi dal fermarsi a visitare le sue numerose grotte.
escursionismo
tutto l'anno
escursionistico
1h 45min
Borgosesia - Fenera San Giulio (414 m)
Monte Fenera (899 m)
549 m
Qui sono stati ritrovati numerosi reperti dell’Uomo di Neanderthal e addirittura dell' Homo Heidelbergensis, oltre che resti delle numerose specie animali che qui hanno vissuto, oggi chiaramente estinte. In particolare quelli dell’Orso Speléo e del Rinoceronte di Merk.
Il territorio del Monte Fenera fa parte del sistema regionale delle aree protette dal 1987, quando fu istituito il Parco Naturale del Monte Fenera (ora parte dell'Ente Gestione Aree Protette Valle Sesia). Per questo motivo l’ente del Parco ha predisposto un percorso tematico per far conoscere ai visitatori la geologia dell'area, oltre alle caratteristiche delle grotte in esso presenti. Un percorso didattico composto da 12 tabelloni esplicativi e pannelli descrittivi di ogni singola cavità posti all’ingresso delle grotte più importanti. Presso la Ciota Ciara vi è un pannello relativo agli scavi archeologici condotti dell’Università di Ferrara.
Lungo l'itinerario, i più agili possono percorrere la scala a pioli che porta al Rifugio GASB, aperto solo per ospitare gli studenti dell'Università , da cui godere una bella vista sul Monte Barone.
Dal comodo parcheggio di Fenera San Giulio, si attraversa l'abitato per incrociare il sentiero 769 che, attraverso i coltivi, inizia a salire nel sottobosco.
Seguendo il sentiero e a circa quota 610 m si trova la prima deviazione per la visita alle grotte: giriamo quindi a destra per raggiungere la Grotta del Ciutarùn, protetta da una cancellata che ne regola l'accesso, consentito solo se accompagnati dalle Guide Ufficiali dell'EGAP Valle Sesia, così come per le altre Grotte ad eccezione del Belvedere e delle Grotte di Ara.
La grotta del Ciutarùn è una delle più note e importanti del Fenera, caratterizzata dalla presenza di stalagmiti e di interesse anche dal punto di vista archeologico, per il ritrovamento di diversi reperti paleontologici tra cui un dente dell'Uomo di Neanderthal e resti di un Orso Speleo.
Rimettendoci sul sentiero raggiungiamo il sottoroccia del Belvedere, e svoltando a destra, possiamo percorrere la ripida scaletta che conduce al Rifugio GASB. Costeggiando invece la parete rocciosa arriviamo alla Ciota Ciara, anch'essa molto nota tra le cavità del Fenera.
La pavimentazione è completamente ricoperta da colate calcitiche di grande effetto, mentre il soffitto mostra piccole stallatiti. Sulla destra, invece, si può vedere il luogo ora oggetto di scavi da parte dell'Università di Ferrara.
La Grotta della Ciota Ciara è inoltre il sito preistorico più antico del Nord Italia: qui infatti sono stati rinvenuti nel 2019 resti dell'Homo Heidelbergensis, un antenato dell'Uomo di Neanderthal vissuto 300.000 anni fa.
Il nostro percorso prosegue con un breve traverso, salendo poi fino al Buco della Bondaccia (690 m, visitabile solo con guide speleologiche). Attraversando una conca carsica e volgendo a destra incontriamo il sentiero 768 che seguiamo per poche decine di metri per poi lasciarlo, voltando nuovamente a destra fino alla sella che divide le due punte del monte. Qui incontriamo di nuovo il sentiero 768 e il sentiero 772 che arriva da Grignasco. Procedendo a destra ci incamminiamo verso la Cima Bastia (899 m), punto culminante del Monte Fenera.
Si ringrazia il CAI di Varallo per i testi di riferimento.
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